LA PIETRA DELLA MEMORIA
Secondo la leggenda il Duomo di Cefalù sarebbe sorto, ex voto al santissimo salvatore, per volere di Ruggero II, scampato ad una tempesta ed approdato sulle spiagge della cittadina.
Da questo episodio straordinario, particolarmente sentito nella tradizione popolare dei luoghi, trae ispirazione l’ideazione della pietra della memoria, che fonde con intento didascalico le figure di Ruggero II, il fondatore di Cefalo, e il santissimo salvatore qui identificato con il Cristo Pantocratore del catino absidale del Duomo, raccordandosi con i richiami simbolici del sereno approdo del sovrano normanno nel porto del centro Siciliano.
Il manufatto, quindi intende celebrane i temi della storia (l’epoca normanna), della religione (la figura di Cristo) e della fede popolare (lo scampato naufragio) che caratterizzano la tradizione culturale locale, legata per la sua posizione geografica al porto e al mare. Ed a quest’ultimo elemento si lega indissolubilmente il tema della tempesta e del vento, affrontati temerariamente dal sovrano normanno e domati per l’intercessione del santissimo salvatore, che trasforma il vento distruttore in vento di grazia e di salvezza.
La struttura progettata da una visione angolare della stessa è costituita da due busti stilizzati del sovrano normanno e del santissimo salvatore, raccordate dal retro dall’elemento avvolgente del mantello del Cristo, allusivo al concetto della salvezza e della redenzione universale, che si muta nel fascino della mitica imbarcazione del sovrano.
Viene così, ad essere sottolineato il concetto del potere spirituale della chiesa e di quello temporale dello stato che si affiancano alla guida salvifica dell’umanità, come peraltro sottolineato dalla croce astile che nella parte sottostante assume forma di scettro ben poi diventare in basso spada, elemento verticale di raccordo anteriore del gruppo, impugnata per l’appunto, da entrambe le figure.
Alla base dell’idea progettuale è evidente lo studio delle fonti ed una accurata scelta dei materiali,
selezionati tra quelli più caratteristici della tradizione scultorea dell’isola.
Dal punto di vista iconografico si attinge ai repertori dei mosaici di Cefalù (voluti dallo stesso Ruggero intorno al 1145 quando lo stesso pensò di trasformare la cattedrale nel suo mausoleo chiamando maestri bizantini e di formazione cosmopolitana) recuperando un linguaggio eclettico, non esente da influssi della statuaria greca arcaica.
Il gruppo plastico, la cui ideazione è matura nell’ambito delle iniziative per l’850 anniversario della morte di Ruggero II, assume pertanto funzione celebrativa, e la sua collocazione nel centro storico di Cefalù, giusta autorizzazione della competente sovrintendenza di Palermo, riscontra l’esigenza dei cefaludesi di avere un punto di riferimento, fortemente simbolico e delle proprie radici culturali, nell’arredo urbano della loro città.
Palermo 26.03.2007
Dott.ssa Gabriella Costantino
Dott.ssa Giulia Davì
Dott.ssa Caterina Di Giacomo




