VERTICALE TEMPO
<< Dal suolo prende forma una creatura e la sua possibilità di esistenza tentenna tra cenni che il tempo non cancella e che la vita non basta a confermare.
Tracce di vita in un saldo fondamento alternano il possibile ad un nulla che nell’altezza dimentica se stesso e si impone in volti decisi che tagliano lo spazio con una certezza che non conosce tempo. Maschere allora, e non più volti per un’illusione di esistenza.
Tra luci ed ombre la forma ferisce e taglia una materia che vive inconsistente nella grave leggerezza di ineffabili granelli che possono saldarsi in una forma, questa, ma contemporaneamente tornare ad un passato di sabbia che scorre senza tempo.
Resta stagliata contro il tempo questa creatura che cerca il cielo: insostenibile equilibrio tra possibile e destino, tra impermanenza e saldo permanere che ha nome vita, ma è solo un’illusione che in ogni istante si traduce in apparenza.
In questa forma che sfugge ad ogni nome l’autore scolpisce il tempo tenendo insieme passato e presente perché il futuro è già stato vissuto, saldo al suolo si ripropone uno il molteplice rincorrersi dei volti. E il tempo torna a ingannare in una dimensione verticale >>
Ersilia Caramuta



